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Una Manhattan medioevale

30-11-2016
viaggi

Uno dei profili più noti al mondo, torri altissime che si stagliano nel paesaggio tipico della campagna toscana: questa è l’immagine più conosciuta di San Gimignano, famosa anche per la sua Vernaccia

Per una serie di fortunate coincidenze e per i miracoli che a volte la storia ci regala, il centro storico di San Gimignano è arrivato ai giorni nostri quasi intatto, con i suoi palazzi, le sue chiese, le sue strade e le sue torri: oggi se ne contano tredici; nel Trecento ce n’erano sicuramente di più, una per ogni famiglia benestante, che poteva così mostrare il proprio potere.
A San Gimignano è indissolubilmente legato il suo vino, la Vernaccia, la cui prima notizia certa risale al 1276, anno in cui il Comune istituì la gabella in ingresso ed in uscita per tale prezioso vino. La Vernaccia di San Gimignano trovò i suoi estimatori tra papi, letterati, potenti. Michelangelo Buonarroti il giovane scrive nel 1643 che “bacia, lecca, morde, picca e punge”. Dopo aver ottenuto nel 1966 la prima Doc italiana e poi nel 1993 la Denominazione di Origine Controllata e Garantita, la Vernaccia di San Gimignano così come oggi la apprezziamo nasce poco più di vent’anni fa, quando nuove tecniche enologiche e moderne pratiche agricole la trasformano in un prodotto di eccellenza. Nelle vigne si cominciano ad abbassare le rese, una rivoluzione simile avviene anche in cantina con la vinificazione in vasche di acciaio termoregolate, l’uso della barrique e l’aggiunta di vitigni internazionali come lo chardonnay e il sauvignon.
La Vernaccia si presenta di un colore giallo paglierino con riflessi dorati. Il profumo è delicato con sentori fruttati e floreali. Con l’affinamento e l’invecchiamento sviluppa un leggero odore di pietra focaia. In bocca è un vino asciutto, armonico, sapido. Caratteristico il retrogusto di mandorla finale. Pur gradevole da giovane, sorprende per le capacità di invecchiamento: è uno dei pochi vini bianchi prodotti anche nella tipologia riserva.
È ottima con primi piatti con salse bianche, con la ribollita e tutte le sue varianti. Straordinaria con piatti a base di pesce, anche crudo, magnifica con fritture varie e uova. Eccellente con le verdure, squisita con formaggi freschi e di media stagionatura, dei quali esalta la sapidità. La temperatura di servizio deve essere di 8°-10°C, 12°-14°C per la riserva.