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27-06-2017
benessere

Lo stretching fa bene al corpo e alla mente. Consigli e tecniche per praticarlo correttamente 

C’è chi lo fa prima e chi dopo l’allenamento, ma c’è anche chi non sa proprio come praticarlo o lo ritiene noioso: resta il fatto che lo stretching è uno strumento davvero utile per allievare dolori articolari e riequilibrare le naturali tensioni psicofisiche. I primi studi sullo stretching sono nati dalla semplice osservazione del mondo animale e umano. Basta vedere i primi gesti che facciamo appena svegli: ci stiracchiamo e allunghiamo i muscoli che durante il sonno si sono irrigiditi, preparando così il fisico ad affrontare una nuova giornata. Fare un buon allungamento muscolare, perché di questo si tratta, prima di qualsiasi attività fisica è importante per scaldare i muscoli e prevenire gli strappi; farlo invece a fine attività, serve a ridurre dolori fastidiosi dopo l’allenamento o la ginnastica. Perfetto sarebbe fare stretching sia prima sia dopo, magari con esercizi più dinamici all’inizio dell’allenamento e più statici alla fine. Anche per chi non è un assiduo frequentatore di palestre, lo stretching può essere una soluzione per diversi problemi causati, per esempio, da un lavoro troppo faticoso, stressante o sedentario, o per alleviare quei fastidiosi dolori alla schiena o al collo causati da posture sbagliate. Le tecniche di allungamento muscolare, se eseguite correttamente e con regolarità, senza forzare i limiti imposti dal proprio corpo, sono adatte a qualsiasi età, proprio perché producono, oltre a quelli già detti, altri effetti benefici come una maggiore facilità di coordinamento dei movimenti, una maggiore circolazione sanguigna, un benessere generale sia per la mente sia per il corpo e una riduzione di stress e tensioni. Fondamentale l’abbinamento dei vari esercizi con la respirazione: si inspira durante la fase di allungamento ed espira quando il muscolo è sotto stretching. Questa tecnica è particolarmente efficace perché contribuisce a rilassare il corpo, aumentare il flusso del sangue e aiutare a eliminare l’acido lattico e altre scorie prodotti dall’esercizio. Insomma, per procurarsi un po’ di relax e benessere, basterebbero solo venti minuti al giorno di stretching, un tappetino da stendere sul pavimento, e magari un bel sottofondo musicale. 

Le principali tecniche 
Lo stretching combinato all’attività fisica serve in particolare ad evitare possibili stiramenti muscolari, molto frequenti tra i principianti della palestra, che spesso iniziano gli esercizi senza il giusto riscaldamento. Meglio insistere poi sulle parti del corpo che saranno impegnate nell’attività che uno si appresta a svolgere. Ad esempio, se già sapete di dover allenare le gambe, concentratevi sull’allungamento preliminare di quadricipiti e bicipiti. Le tecniche di stiramento esistenti sono molte. Fra le principali si possono citare lo stretching statico, in cui si raggiunge una posizione di allungamento che sia possibile mantenere senza dolore; lo stretching dinamico attivo, in cui si muove un arto in totale ampiezza di movimento per più volte di fila; e lo stretching dinamico balistico, che comprende dei rapidi movimenti alternati e rimbalzanti, considerato però spesso dannoso e controproducente. In generale, basta seguire due regole fondamentali, e cioè mantenere la posizione fino a quando non sopraggiunge il rilassamento, e cercare il proprio limite d’allungamento, senza tuttavia arrivare alla soglia del dolore.