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Birra + limonata = Radler!

17-11-2020
cucina; food&beverage

“Radler” in tedesco significa ciclista. È una bevanda che nasce dall’unione tra birra e succo di limone e che vanta una lunga storia nei Paesi di lingua tedesca, dove ha la sua origine nel 1922, precisamente in Baviera.

Si dice che la Radler sia stata inventata da Franz Xaver Kugler, il proprietario del pub Kugler-Almdi Oberhaching, un villaggio a una quindicina di chilometri a sud di Monaco. Oberhaching è collegato alla città da un delizioso percorso pianeggiante che si snoda nell’ombra di un bosco, la Perlacher Forst, ed è perfetta per essere percorsa in bicicletta. Le due ruote negli anni ‘20 erano estremamente popolari tra la borghesia impoverita dalla guerra, e la pedalata fuori porta costituiva il passatempo prediletto nei giorni di festa e di bel tempo. Nel giugno del 1922 oltre 13.000 ciclisti si recarono nel pub di Franz Xaver Kugler, che finì le scorte della bevanda preferita dai tedeschi: la birra. Per riuscire a salvare la situazione, Franz Xaver Kugler mescolò la birra con svariate migliaia di bottiglie di limonata, affermando che quella miscela era fatta apposta per i ciclisti. Il risultato, a quanto pare, fu un successo strepitoso: l’invenzione di Kugler si diffuse rapidamente e divenne popolare in Germania con il nome di Radler Mass, termine che ancora oggi ricorda gli assetati ciclisti bavaresi di 90 anni fa. Oggigiorno Radler non si beve più solo in Baviera, ma in tutta la Germania e in Austria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia, Croazia, Ungheria, Lituania, Slovenia, Repubblica macedone, Russia e Romania.

 

Il successo della Radler

Nei Paesi dove la birra è molto diffusa, come la Germania e l’Est europeo, a questa antichissima bevanda viene tradizionalmente assegnata una funzione di ristoro, da assaporare in tutti i momenti della giornata, al termine di un’escursione a piedi o in bicicletta, quando bisogna rinfrancarsi dallo sforzo fisico. La Radler, grazie al suo grado alcolico ridotto circa del 50% rispetto a quello della birra e generalmente compreso tra 1,2% e 2,5%, è perfetta per queste occasioni. Infatti, oggi è molto diffusa soprattutto nelle zone di montagna, come le Alpi austriache, ma si può trovare anche in alcune zone dell’Italia settentrionale, specialmente in Tirolo e Alto-Adige, dove non è raro imbattersi in turisti ed escursionisti che gustano scintillanti boccali pieni di una bevanda giallo-dorata, che un osservatore inesperto potrebbe confondere con una varietà di birra. Ma in realtà nei boccali la birra è unita al succo di limone ed insieme fanno una cosa sola, ovvero la Radler, apprezzata anche da chi non ama il classico retrogusto amarognolo della birra.

 

Paese che vai, Radler che trovi

Ogni Paese ha fatto suoi non solo la ricetta ma anche il termine Radler. Infatti, il mix tra birra e succo di limone è già molto diffuso e viene spesso sostituito da altri nomi. In Germania potrebbe capitare di sentirla chiamare anche Russ, oppure nel nord viene chiamata Alser, per associazione con la limpidezza e la freschezza del fiume Alserwasser. A Berlino qualcuno sceglie invece di degustare una Berliner Weisse mit Schuss (birra di frumento berlinese con ‘shortino’), cui viene unito uno sciroppo giallo al gusto di limone. Modificando così anche la ricetta originale.

Nel mondo anglosassone, dove negli anni ‘70 era di gran moda una bevanda popolare a base di Lager e lime, la combinazione birra-limone viene oggi chiamata Shandy. Per i francesi è cool, la bevono aggiungendo alla bionda la loro limonade: un mix di limone e soda. Nelle Fiandre, Lager e limonata danno origine alla Kivela. In Spagna gustano la Clara o Clara con limón, che diventa Limón gaseosa se la birra viene aromatizzata con gassosa e limone. I messicani preferiscono chiamarla Cerveza preparada oppure Michelada, se alla birra, oltre al succo di limone, si aggiunge anche un pizzico di sale e peperoncino, per ricreare un sapore caratteristico e del tutto in linea con i gusti speziati tipici del Messico.

 

 

 

Foto di moritz320 da Pixabay