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Frutta da bere

17-07-2020
cucina

Il succo di frutta, così come ora lo troviamo sugli scaffali del supermercato e al bar, nasce solo dopo l’introduzione della pastorizzazione nella produzione alimentare industriale. Perché essenzialmente il succo di frutta è il risultato della spremitura di alcuni tipi di frutta. Viene eliminata la parte polposa, la fibra; e la parte liquida viene pastorizzata e confezionata in condizioni di asetticità per prevenire fermentazioni o ammuffimenti. I succhi di frutta più comuni in commercio sono quelli di pera, pesca, albicocca, mirtillo, mela, arancia, pomodoro, uva. Per quanto riguarda il succo ACE, è composto da succo di arancia, carota e limone; l’acronimo deriva dalle vitamine presenti in ciascun componente. Quando si utilizza anche la polpa del frutto si ha il “nettare di frutta”, altrimenti detto “succo e polpa di frutta”; nella gran parte dei casi la percentuale minima della polpa si aggira sul 50%. Da pochi anni non è più possibile aggiungere zuccheri ai succhi; i soli zuccheri presenti sono quindi quelli naturalmente contenuti nella frutta di origine.

 

Succhi di frutta e bevande alla frutta

Esistono poi le bevande analcoliche alla frutta, ad esempio le aranciate e le limonate, in cui la percentuale di succo di frutta scende al 12%. Se risulta inferiore al 12%, si parla addirittura di “bevanda al gusto di”. Risulta chiaro che, riguardo all’apporto di frutta, i prodotti nutrizionalmente più interessanti sono i succhi di frutta e i nettari, che sono veri e propri cibi; anche se è ovvio che un paragone con la frutta vera e propria è improponibile, in quanto l’indice di sazietà di un succo è decisamente inferiore; vengono infatti a mancare il processo di masticazione e una buona parte del processo di digestione; ma aumenta moltissimo la velocità di digestione e assimilazione. Pro e contro quindi, che ritroviamo anche nella facilità di uso e di consumo di un succo rispetto al frutto di origine.

 

Come servire i succhi di frutta

E veniamo ai modi di servire i succhi. Con o senza ghiaccio, è preferibile servirli in un tumbler medio; quando il ghiaccio non è richiesto, si può utilizzare anche un calice. L’acqua, quando è richiesta, è consigliabile servirla in una caraffina a parte, accompagnata da un cucchiaio lungo, per poter miscelare.

Per finire, un cenno al succo di pomodoro che, oltre a essere l’ingrediente che caratterizza il famoso cocktail Bloody Mary, può essere servito condito o non condito; nel primo caso si usano condimenti quali Worcester sauce, sale, Tabasco, pepe, succo di limone; e si serve, freddo e senza ghiaccio, in un tumbler medio con cucchiaino lungo. Se il succo è richiesto non condito, va servito sempre freddo e senza ghiaccio nel tumbler medio.

 

 

 

Foto di silviarita da Pixabay