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Gusto… per tutte le stagioni!

23-04-2020
cucina

Il porro è un ortaggio tipicamente invernale, in grado di resistere al freddo, ma non solo: ne esistono infatti anche delle varietà estive, dalla consistenza più tenera e dal sapore più delicato, che consentono di gustarlo anche in primavera e fino a giugno inoltrato, e autunnali, che si raccolgono invece a ottobre.

Il porro appartiene alla famiglia delle Liliacee: è dunque un “parente” di aglio e cipolla, e il suo sapore è molto simile al sapore della cipolla, ma nel complesso più delicato.

 

Porro: proprietà benefiche

Ricco di minerali e vitamina C, il porro ha anche proprietà antisettiche, diuretiche e lassative ed è un valido metodo naturale per combattere il gonfiore addominale. Il porro può entrare facilmente in una dieta dimagrante o disintossicante ed è un alimento importante anche per chi soffre di ipertensione.

Nel complesso, rispetto ad aglio e cipolla risulta per molte persone più digeribile, anche se alcune persone lo digeriscono meglio da crudo, e viceversa.

 

Porro: tutti gli usi in cucina

Il modo più semplice di portare in tavola il porro è quello di… non cucinarlo affatto e di consumarlo crudo, in pinzimonio, oppure come aggiunta per insaporire le insalate.

Da cotto, il porro può sostituire la cipolla in praticamente tutte le preparazioni: nel soffritto, come base per il risotto, e via dicendo. Per un gusto più tenero e delicato, è consigliato tagliare via l’estremità verde delle foglie e consumare solo la parte bianca del bulbo (ovviamente dopo aver eliminato le piccole radici). Il porro inoltre è particolarmente adatto per la preparazione di risotti (come nella ricetta che vi proponiamo) e vellutate.

 

Come conservare il porro

Il porro si conserva in frigorifero, dopo aver tolto le foglie più esterne, nello scomparto delle verdure, coprendo le cime delle foglie. Ovviamente, stiamo parlando del porro fresco: invece è bene non conservare il porro cotto e avanzato, neanche in frigorifero, perché si ossida molto facilmente e sviluppa sostanze tossiche. Un’alternativa per conservare il porro crudo è quella di tagliarlo a fettine e surgelarlo. Potremo poi aggiungerlo facilmente al soffritto o al minestrone.

 

La ricetta: risotto con porri, pere e taleggio

 

Ingredienti (per 4 persone): 350 g di riso Carnaroli; 150 g di taleggio; 2 porri; 2 pere; 1/2 bicchiere di vino bianco secco; 1 l di brodo vegetale; 40 g di burro; olio extravergine d’oliva; sale.

 

Tempo di preparazione: 30 minuti

Difficoltà **

Costo **

 

Eliminate dai porri la parte verde e tagliateli a fettine. Mettete in una casseruola 2 cucchiai d’olio insieme a 20 g di burro e fate soffriggere i porri, senza farli scurire.

Aggiungete il riso, fatelo tostare, sfumate con il vino bianco e lasciatelo evaporare. Bagnate il riso con un paio di mestoli di brodo caldo, mescolando di tanto in tanto; aggiungete il resto del brodo un mestolo alla volta solo quando il riso avrà completamente assorbito quello versato in precedenza.

Dopo circa 10 minuti, unite le pere sbucciate e ridotte a dadini e fate cuocere per altri 5 minuti. Cinque minuti prima del termine della cottura, aggiungete il taleggio tagliato a pezzetti, mantecate con il burro rimasto e mescolate con un cucchiaio di legno. Spegnete il fuoco e lasciate riposare il risotto un paio di minuti prima di servire.

 

 

Foto di congerdesign da Pixabay