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Il fascino… delle carnivore!

22-08-2020
casa e giardino

Il loro nome suscita un po’ di timore, tuttavia le piante carnivore andrebbero chiamate più propriamente insettivore: infatti si “cibano” di piccoli insetti che rimangono catturati nelle “trappole” di cui queste piante sono dotate (foglie vischiose, che si arrotolano o si chiudono sulla preda, oppure imbuti in cui gli insetti sono attirati e cadono).

 

Piante carnivore: come curarle

Proprio questa loro particolarità ci dà subito due importanti indicazioni su come curare le piante carnivore:

  1. innanzitutto, poiché traggono il loro nutrimento dagli insetti che catturano, ed essendo piante che si sono sviluppate su suoli acidi, non devono essere innaffiate con acqua di rubinetto o di bottiglia, ma solo ed esclusivamente con acqua distillata (va bene anche l’acqua di condensa dei condizionatori!): insomma, l’acqua calcarea o con troppi minerali le ucciderebbe in breve tempo!

  2. salvo poche eccezioni, per lo stesso motivo non devono essere concimate: se proprio volete “nutrirle”, procurate loro un piccolo insetto!

 

Si tratta infatti di piante che si sono adattate a vivere in ambienti tropicali difficili e ostili, che in qualche modo dovremo “riprodurre” se vogliamo coltivarle in casa.

Innanzitutto, le temperature non devono scendere mai sotto i 20 gradi, mentre per quanto riguarda l’illuminazione, hanno bisogno di molta luce diffusa; alcune tollerano anche il sole diretto purché non nelle ore più calde. Il substrato deve essere acido, a base di torba di sfagno e altri componenti a seconda delle piante (bark per orchidee, fibra di cocco...).

Ciò che accomuna le piante carnivore, inoltre, è la necessità di umidità costante: i vasi andranno quindi adagiati in un sottovaso in cui sia sempre presente un certo livello di acqua distillata (che, a seconda della pianta, può variare da pochi millimetri a diversi centimetri fino a oltre la metà del vaso). Alcune, come la Nepenthes, apprezzano molto anche nebulizzazioni di acqua distillata sulle foglie.

D’altro canto, la presenza di acqua ferma rappresenta un ottimo “nido” per le zanzare, e difficilmente – al contrario di quanto si possa immaginare e sperare – la vostra pianta carnivora riuscirà a mangiarle tutte!

Quindi, per evitare che le zanzare si riproducano nei sottovasi, abbiamo essenzialmente 2 metodi:

  1. cambiare regolarmente l’acqua del sottovaso;

  2. usare un prodotto antizanzare naturale (diversamente, potrebbe danneggiare le nostre delicate piantine) a base di Bacillus thuringiensis israelensis, un batterio innocuo per l’uomo ma letale per le zanzare.

 

 

 

 

 

 

Foto di Robert Balog da Pixabay