Blog VéGé

Tutte le novità del Gruppo VéGé

La bevanda che riscalda

05-10-2020
cucina

Molto diffuso nei paesi anglosassoni, il punch è una bevanda alcolica popolare. Immancabile al cinema, il punch evoca i frame di classiche feste inglesi e americane, dove in grandi ed eleganti contenitori spicca un liquido dal colore vivace. Si può servire sia freddo sia caldo, anche se la versione originaria lo prevede bollente, meglio ancora se usato come digestivo nella stagione invernale, quando il freddo incalza, o come aperitivo prima di una cena corroborante.

 

L’origine del punch

L’origine del nome punch è bizzarra, deriva da un termine sanscrito che significa “cinque”, e questo perché gli ingredienti che lo caratterizzavano e ne costituivano la base, almeno all’inizio, sono cinque: erbe aromatiche o aromi, buccia d'arancia, zucchero, alcol e acqua (o tè).

Ma come l'hanno scoperto gli inglesi, ossia i suoi più grandi consumatori? Nelle colonie indiane, pare, intorno al 1600. Furono proprio i colonizzatori britannici infatti ad assaggiarlo ed esportarlo prima in Inghilterra e successivamente in altri paesi europei, come in quelli del nord, dove è diventata una valida alternativa al vin brûlé. Il punch consumato dai colonizzatori inglesi non prevedeva l’uso del rum; è con il suo arrivo che nasce il punch moderno, il Planter’s Punch, il cui nome non era riferito a una bevanda specifica ma a un insieme di cocktail dove il rum si unisce via via a determinati ingredienti come il succo di limone o di arancia, il curacao, la granatina, le spezie e le erbe aromatiche. Le varianti di punch ormai sono infinite, proprio per questo motivo il punch ha assunto un ruolo consolidato nelle usanze gastronomiche di tantissimi paesi. Può essere usato come aperitivo o per terminare il pasto, può essere alcolico o analcolico, può rinfrescare d'estate e scaldare d’inverno, magari in montagna, sulle piste da sci.

 

Fare il punch in casa

Spesso nel punch, al rum si sostituisce il vino che, insieme alla frutta secca e magari alla cannella, diventa una bevanda gradevolissima, dissetante e non troppo alcolica. A casa è semplicissimo da riprodurre, magari inventando accostamenti a piacere e dosando le quantità a seconda del proprio gusto. Il punch va rigorosamente servito caldo e in capienti bicchieri di vetro, con della frutta all'interno o con chiodi di garofano, ginepro, cannella, scorzette di arancio o limone. Ma anche quello freddo si rivela un’ottima soluzione dissetante. Per ottenere un ottimo punch freddo, si può riempire per ciascun commensale un tumbler di media grandezza con tre quarti di ghiaccio a neve, mezzo succo di limone, un cucchiaio raso di zucchero e un cucchiaio di sciroppo di fragola, completando il tutto con champagne e guarnendo con fragoline di bosco.

Dal punch deriva anche un’altra bevanda simile, il ponce, o torpedine. Nato a Livorno, rispetto al punch, il ponce usa il caffè invece dell’acqua e del tè, mentre al posto del rum utilizza una bevanda fatta di alcol, zucchero e caramello, in alcuni casi aromatizzata con un’essenza di rum.

 

 

La ricetta: punch al rum

Ingredienti (per 4 persone): 250 g di zucchero, 1 litro d’acqua, 1 arancia, 1 scorza di limone, 50 cl di rum.

 

Tempo di preparazione 30 minuti

Tempo di cottura 15 minuti

Difficoltà *

Costo *

 

Disponete lo zucchero in una casseruola sul fuoco, a fiamma medio alta, e lasciate che si sciolga insieme a un litro d’acqua, fino a che non viene a formarsi una crosticina leggera. Dopodiché aggiungete la scorza di limone, il succo dell’arancia e il rum: lasciate bollire il tutto per qualche secondo. Togliete la scorsa del limone e versate in tazzine trasparenti o bicchieri. Servite il punch caldissimo e con le fettine di arancia all’interno.

 

 

Foto di ManuErzi da Pixabay