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La cucina brasiliana: il giro del mondo ai fornelli

02-04-2019
cucina

Un Paese troppo grande per una sola cucina, o meglio per una definizione che tenti di racchiuderla: più che una “cucina brasiliana” vera e propria è più corretto parlare di tante cucine regionali, ognuna con le sue caratteristiche. Tratto distintivo comune è la straordinaria mescolanza di materie prime e tradizioni culinarie diverse che nel corso dei secoli si sono incontrate, da quella degli indios a quella africana a quella europea (più che altro portoghese per ovvie ragioni).

Le specialità brasiliane

Riso, mais e fagioli sono gli ingredienti base della cucina brasiliana. Uno dei piatti tipici è il “prato feito”, piatto unico composto da riso, fagioli e carne (o pesce) che viene proposto in numerose varianti ed accompagnato da salse piccanti e spezie. E un “prato feito” di origine portoghese è una delle ricette tipiche di Rio, la “feijoada”, termine che deriva “feijão”, il fagiolo nero che ne è la base, unito a carne di maiale e verdure.

Altra specialità brasiliana sovraregionale è il famosissimo “churrasco”: gli enormi spiedini di carne (manzo, maiale o pollo) vengono preparati in modo molto semplice, insaporiti solo son un po’ di sale e cotti sulla griglia. Se le “churrascherie” si trovano ormai anche da noi, bisogna invece andare in Brasile per poter assaggiare uno dei tagli preferiti utilizzati per questo piatto, il “picanha”, ricavato dai quarti posteriori dell’animale e cotto rigorosamente al sangue.

 

I piatti regionali brasiliani

La cucina di Bahia, siamo nel nordest del Brasile, è forse quella più conosciuta, e affonda le sue origini nella tradizione africana. Uno dei piatti tipici, che si possono gustare anche per strada, sono gli “acarajé”, polpettine di crema di fagioli che vengono fritte nell’olio di palma e poi aperte e farcite con il “vatapá”, un ripieno a base di gamberi, farina di mais e spezie.

Andando a nord, si possono assaggiare pietanze che hanno mantenuto un legame più forte con le tradizioni delle popolazioni indigene che vi abitavano prima dell’arrivo dei portoghesi. Tipico di questa cucina è il “tucupi”, una specie di brodo di giallastro estratto dalla radice di manioca, che viene utilizzato per la preparazione di diversi piatti: fra questo il “pato no tucupi”, una specialità a base di anatra che viene bollita nel “tucupi” e servita in genere con erba jambú (un vegetale locale, dal sapore pizzicorino), riso bollito e farina di manioca.

Nella regione del sudest, la “moqueca”, il tipico stufato di pesce brasiliano, viene cucinato con una variante detta “moqueca capixaba”: i tranci di pesce e i vari molluschi vengono cotti con salsa di pomodoro, aglio, cipolle e coriandolo, e la pietanza assume un colore rosso-arancio intenso grazie all’aggiunta di “achiote” (una spezia non particolarmente saporita ma utilizzata proprio come colorante alimentare, e che noi conosciamo come annatto).

 

Birra brasiliana… e caipirinha

La ricchezza di frutti tropicali permette la preparazioni di molti e deliziosi succhi di ogni genere. Per accompagnare i pasti non può mancare una buona birra brasiliana (l’immigrazione tedesca ha dato un notevole impulso allo sviluppo, anche in termini di qualità, di birrifici); e al termine una tazza di “cafezinho”, che in Brasile si serve molto dolce. Assolutamente da assaggiare, infine, quella che i brasiliani considerano come una vera e propria bevanda nazionale, la “caipirinha”, un cocktail preparato con zucchero, limes, ghiaccio tritato e “cachaça”, liquore estratto dalla canna da zucchero.