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Onda… su onda

09-09-2020
casa e giardino; cucina

Come minimo scongela, riscalda, cuoce. Come minimo perché ormai tutti i forni a microonde di ultima generazione sono dotati anche di quella che si chiama cottura combinata, ossia è possibile usare la cottura a microonde, quella con grill, ad aria, a vapore e combinare insieme le diverse cotture. Un bel risparmio di tempo ed energia: ripensate solo alla fatica che avete fatto l’ultima volta che avete pulito il vostro forno tradizionale! Certo quest’ultimo non potrà mai essere sostituito completamente dal microonde, ma di sicuro semplifica, e parecchio, la vita.

 

Contenitori adatti per il microonde

Cominciamo dai contenitori adatti per il microonde. I migliori sono quelli in vetro e porcellana, che lasciano passare quasi completamente le microonde. Assolutamente vietate le stoviglie in metallo: primo perché possono riflettere quasi del tutto le microonde, vanificando riscaldamento e cottura; poi perché se troppo vicine alle pareti del forno c’è il rischio che si sviluppino scintille; e infine, se dovessero fondersi potrebbero mischiarsi agli alimenti: con quali conseguenze per la nostra salute lo potete ben immaginare. Proprio per questi motivi fate attenzione anche che le stoviglie di ceramica non abbiano decorazioni in metallo, e che quelle di vetro non contengano piombo.

Fra i contenitori utilizzabili anche tutti quelli di plastica fabbricati appositamente per il microonde e quelli di plastica resistente al calore (da 140° in su); quelli in carta e cartone specifici per il microonde; quelli fatti con carta da forno. No invece alle stoviglie di ceramica fatte a mano (c’è il rischio che esplodano). L’unico metallo permesso nel microonde è quello dei piatti crisp, in dotazione col forno stesso. Piccole e limitate concessioni per la carta d’alluminio, che può essere utilizzata in minime quantità per proteggere piccole parti del cibo (e che nella maggior parte dei casi provocherà delle scintille nel forno).

Nel caso della cottura combinata ci vuole poi un pizzico d’attenzione in più, perché un contenitore adatto alle microonde non è adatto al grill e viceversa e, visto che la cottura combinata prevede l’uso del grill, non si possono usare ovviamente stoviglie di plastica; infine, per cuocere al vapore servono appositi contenitori con coperchio.

 

Tutte le funzioni del microonde

Il tipo di alimento, e il suo peso, fanno la differenza: per capire qual è il programma corretto da utilizzare vi rimandiamo al libretto di istruzioni del microonde, soffermandoci qui su alcune regole generali.

Un alimento scongelato nel microonde deve essere poi cotto il prima possibile (al massimo entro due ore dallo scongelamento): questo perché il riscaldamento non è omogeneo (il calore si diffonde per induzione attraverso il cibo dalle zone più calde a quelle più fredde) e dunque alcune parti potrebbero restare a bassa temperatura, esponendoci al pericolo della proliferazione di batteri.

Quando utilizzate il vostro microonde per riscaldare ricordate che i liquidi devono essere inseriti scoperti, mentre zuppe e minestre devono essere coperti con un piatto di ceramica (per evitare schizzi sulle pareti del forno): con soli 30/60 secondi alla massima potenza avremo raggiunto l’obiettivo. Invece per scongelare pane, pizze e simili, inserirli scoperti e scaldare a potenza più bassa e per poco tempo, altrimenti si rammolliscono (e una volta tolti dal forno induriscono rapidamente).

Che si tratti di riscaldamento o di cottura, non inserite mai nel microonde alimenti chiusi in contenitori ermetici perché esploderanno. Stesso risultato otterrete con alimenti con buccia o guscio (per esempio pomodori, patate, salsicce, uova): se proprio volete utilizzare i microonde, pelate o bucherellate questi alimenti prima della cottura.

 

Come pulire il microonde

E ora è il momento della pulizia del microonde. Come per un qualsiasi altro elettrodomestico, la prima cosa da fare è staccare la spina dalla presa di corrente. Se il forno è poco sporco basta utilizzare un panno umido, magari bagnato con una mistura di acqua e aceto. Se invece ha bisogno di una pulizia più approfondita si può usare un normale detergente per stoviglie, facendo però attenzione a non versarlo/spruzzarlo nel forno, ma sempre utilizzando una spugnetta inumidita; inoltre bisogna sciacquarlo molto accuratamente, perché eventuali residui possono essere dannosi. Un altro metodo è quello di far fare il ‘lavoro sporco’ al vapore: mettete nel forno una tazza con acqua, un po’ di succo di limone (o aceto bianco) e una goccia di detersivo, fate scaldare qualche minuto e poi passate un panno pulito. Sporco (e cattivi odori) se ne saranno andati, e il vostro forno sarà pronto per la prossima missione!

 

 

Photo by Erik Mclean on Unsplash