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Sapori d’oriente

06-11-2020
cucina

La cucina giapponese è sempre più conosciuta e apprezzata e piatti come il sushi e il sashimi sono diventati quasi d’abitudine anche per noi. Ma sarebbe un errore pensare che i giapponesi mangino tutti i giorni solo pesce crudo. È vero che il pesce è un ingrediente molto usato nella preparazione di un gran numero di piatti, ma esistono tantissime altre materie prime che costituiscono i capisaldi di una arte culinaria di straordinaria ricchezza.

Oltre al riso, ecco così la salsa di soia, il wasabi (una pasta piccante che accompagna molti cibi), le verdure e i legumi, conditi con varie spezie locali. La carne è generalmente assente dalla cucina tradizionale, ma presente in alcuni piatti di origine straniera come ad esempio il tonkatsu. I piatti più conosciuti sono, oltre al sushi e al sashimi, il ramen (tagliatelle di frumento servite in brodo di carne e/o pesce), l’udon (sorta di spaghetti di farina integrale di grano serviti solitamente in brodo caldo) e la soba (tagliolini di grano saraceno, che si possono servire anch’essi in brodo), oltre a piatti a base di tofu (estratto dalla soia e pressato in blocchi) e natto (prodotto attraverso la fermentazione dei fagioli di soia). Tra le bevande sono diffuse il sake, bevanda alcolica declinata in vari modi alla cui base c’è sempre il riso, e il tè verde; buona la varietà di dolci (wagashi).

Non c’è distinzione tra primo piatto, secondo, contorno, frutta e di solito in tavola vengono portati contemporaneamente tutti i cibi, consumati poi senza un ordine prestabilito. Molti piatti nelle abitazioni vengono cotti con un fornello direttamente in tavola e i commensali si servono dalla pentola. Si fa un largo uso di pietanze fritte in diversi modi, la cui pesantezza viene bilanciata da una grande quantità di verdure. La cucina giapponese è una delle più salutari del mondo e sicuramente uno dei motivi principali della longevità dei giapponesi: l’ampio uso di pesce fresco, verdure, radici e tè verde la rende anche ideale per prevenire varie patologie. Dal dicembre 2013 è inserita fra i Patrimoni orali e immateriali dell’umanità dell’Unesco.

 

La ricetta: gyoza (ravioli di carne giapponesi)

Ingredienti (per 4 persone): per la sfoglia, 200 g di farina, sale; per il ripieno: 400 g di macinata di maiale, 1 cipollotto, 50 g di cicoria, 1 spicchio d’aglio, 20 g di salsa di soia, 1 tuorlo d’uovo; altri ingredienti: 20 g di salsa di soia, 1 cucchaino di zenzero fresco, tabasco.

 

Tempo di preparazione: 40 minuti (+30 di riposo)

Tempo di cottura: 5 minuti

Difficoltà: ***
Costo: **

Vino consigliato: Sassicaia

 

Preparate il ripieno. Pulite il cipollotto e tagliatelo a pezzetti. Lavate la cicoria e tagliatela a listarelle. Tagliate lo spicchio d’aglio a fettine. Nel mixer, tritate la carne con il cipollotto, la cicoria, l’aglio, il tuorlo e 20 g di salsa di soia. Tenete da parte il composto ottenuto.

Preparate la sfoglia mescolando la farina con poca acqua a filo e un pizzico di sale. Impastate fino a ottenere un impasto sodo ma elastico, che lascerete riposare in frigo per mezz’ora coperto con pellicola per alimenti. Riprendete l’impasto, suddividetelo in 16 palline uguali che stenderete con il mattarello su un piano di lavoro leggermente infarinato, dando uno spessore di 2-3 millimetri (se volete, potete perfezionarne la forma con un coppapasta). Deponete un cucchiaino di ripieno in ogni sfoglia e chiudetela bene alle estremità, a mezzaluna. In una padella, o meglio ancora in un wok, scaldate 10 g di olio di semi e fate dorare i gyoza solo su un lato per pochi secondi; aggiungete mezzo bicchiere d’acqua (attenzione agli schizzi dell’olio!) e coprite con un coperchio per 2 minuti.

Intanto preparate il condimento: pulite lo zenzero, grattugiatelo e mescolatelo con 20 g di salsa di soia e 4 gocce di Tabasco. Servite i gyoza ancora caldi, accompagnati dalla salsa.


 

 

Foto di Ben Ko da Pixabay