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Sapori mediterranei

26-08-2020
cucina

Le caratteristiche di una cucina di antichissime tradizioni come quella greca sono dettate soprattutto dalla posizione geografica del Paese, culla di civiltà e storia. Il clima, il mare, la morfologia del territorio hanno nel corso dei secoli fatto prevalere l’uso di ingredienti freschi, di ortaggi, di verdure, di erbe, così come hanno aiutato a diffondere la cultura dell’olio di oliva, insieme all’allevamento e alla pesca. Sì è perciò delineata la struttura di una cucina mediterranea dalle preparazioni semplici, per certi versi simile a quella degli altri Paesi che si affacciano sullo stesso mare, pur con sue specifiche distinzioni.

 

I piatti della cucina greca

In Grecia non c’è un vero e proprio primo piatto; al suo posto vengono serviti i mesèdes, antipasti a base di olive nere, sottaceti, acciughe, salami, involtini di riso o di carne tritata. Il pane greco più conosciuto è la pita, di farina integrale, facile e veloce da preparare, perfetto da farcire, da mangiare anche da solo o con un filo d’olio sopra. Ma è soprattutto nelle modalità, nelle quantità, nella convivialità che il cibo greco ricorda quello italiano, soprattutto dell’Italia meridionale. Il pranzo della festa, la ritualità della tavola, la sacralità delle pietanze che scacciano fame e miseria hanno nei due Paesi molto in comune, quasi a ricordare che poco più di 2000 anni fa popoli, civiltà, usi e costumi si fusero: una prima volta quando i Greci colonizzarono gran parte dell’Italia del Sud e della Sicilia, una seconda volta quando i Romani conquistarono la Grecia. I cuochi greci erano molto richiesti e ben pagati dai ricchi romani, e il cappello bianco che oggi caratterizza gli chef di tutto il mondo è nato proprio in Grecia, perché nel Medioevo i cuochi che lavoravano nelle cucine dei monasteri greci erano soliti indossare alti cappelli bianchi per distinguersi dai monaci che indossavano cappelli alti ma neri; da questo si è diffusa l’abitudine del cappello dello chef.

Cominciamo a passare in rassegna i piatti principali. La moussakà è pasticcio di carne e melanzane in cui gli strati di melanzane sono conditi con ragù di carne, ricoperti di besciamella e cotti al forno; i souvlaki (nella foto sopra) sono spiedini di carne e verdura; i dolmades foglie di vite ripiene di riso, cipolle e pomodoro con erbe aromatiche; la tyropitakia è formaggio fuso al forno in piccoli triangoli di pasta sfoglia. Celebri sono le insalate, fresche e gustose; famosa è l’insalata greca choriatiki a base di pomodoro crudo, olive, peperoni, cipolle fresche a fette, pezzi di feta, il formaggio greco più famoso, fatto con latte di pecora, saporito e forte. Numerosi sono i piatti a base di pesce, preparato arrosto, fritto, al forno o in zuppa. Un altro ingrediente tipico, che non manca mai sulla tavola greca è lo yogurt, servito di solito con frutta secca e miele o impiegato per la preparazione delle salse, come lo tzatziki, yogurt lavorato con cetriolo, aglio e olio.

 

Cucina greca: vini e dolci

La cucina greca è una cucina appetitosa, spesso rallegrata dall’inconfondibile sapore della retzina, il caratteristico vino bianco greco. “Retzina” significa “resina”: a questo vino particolare difatti viene aggiunta resina durante la fermentazione per allungarne la conservazione. I vini moderni hanno più freschezza e si avvicinano a quelli italiani. Molto diffusa anche la birra. E per iniziare non si può non assaggiare l’ouzo, tipico aperitivo a base di anice.

Infine i dolci greci. I primi di cui si ha notizia sono quelli offerti agli dei. Sembra che quasi ogni divinità avesse il suo dolce preferito: ciambelle a forma di mezza luna venivano offerte ad Artemide, dolci con miele e sesamo venivano consumati durante le feste in onore di Dioniso, dolci a forma di lira erano dedicati ad Apollo. Il miele era e resta l’elemento principale della pasticceria, insieme ai semi di sesamo, alle noci e alle mandorle. Perciò tutti i dolci hanno un gusto deciso e sono in genere molto zuccherati.

 

 

 

 

Foto di Jeff Velis da Pixabay