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Sicilia , 1000 km… di bellezza

03-08-2020
tempo libero

«L’Italia senza la Sicilia non lascia nello spirito immagine alcuna. È in Sicilia che si trova la chiave di tutto. La purezza dei contorni, la morbidezza di ogni cosa, la cedevole scambievolezza delle tinte, l’unità armonica del cielo col mare e del mare con la terra... chi li ha visti una sola volta, li possederà per tutta la vita». Con queste parole Goethe rende omaggio alla Sicilia nel suo Viaggio in Italia pubblicato nel 1817. Non un accenno ai monumenti, alle testimonianze della civiltà greca e di quella araba, né tanto meno ai sapori e agli aromi di una cucina unica, spesso accompagnati da vini che, non sappiamo agli inizi dell’800, ma ora hanno raggiunto livelli apprezzati in tutto il mondo. Prendendo esempio dall’illustre viaggiatore, mettiamo da parte i frammenti di una storia millenaria, non facciamoci distrarre dal cibo e proviamo a concentrarci sul mare della Sicilia, un mare tra i più limpidi e i più cristallini del Mediterraneo intorno a una delle isole più belle del mondo, con ben mille chilometri di costa, sempre varia, sempre diversa, che passa dai promontori e dalle rocce ai lunghi tratti di spiaggia bassa e sabbiosa, con fondali preziosi e vivi tutelati da riserve sottomarine. E proviamo a selezionare alcuni dei posti che sono assolutamente da non perdere, trascurando in questa occasione, anche se a malincuore, la collana di piccole isole che circonda la Sicilia: le Eolie, Ustica, le Egadi; e a sud ovest, verso l’Africa, più vicine al continente nero che all’isola madre, Pantelleria, Linosa e Lampedusa.

 

Itinerario di viaggio in Sicilia

Partiamo da Palermo e procediamo in senso antiorario fino ad arrivare a Scopello, la porta d’ingresso della Riserva dello Zingaro. Attraverso sentieri percorribili solo a piedi, si arriva a piccole cale con un mare limpidissimo. E superato il promontorio si apre San Vito Lo Capo, raggiungibile anche in auto attraverso una strada che taglia l’interno, più mondana, più affollata, sicuramente piacevole. Tralasciamo la parte più occidentale dell’isola, il trapanese, arriviamo sulla costa bagnata dal Canale di Sicilia e scendiamo fino a Torre Salsa, dune, spiagge e marne tra Eraclea Minoa e Siculana, al centro dell’omonima riserva gestita dal Wwf. La marna è una roccia bianca; l’espressione più spettacolare si incontra scendendo fino quasi a Porto Empedocle: è la Scala dei Turchi (nella foto in alto), una parete rocciosa che si erge quasi a picco sul mare, una grande scalinata naturale di pietra calcarea, di forma ondulata e irregolare, con linee dolci e rotondeggianti. Il nome le viene dalle passate incursioni di pirateria da parte dei saraceni; i pirati turchi, infatti, trovavano riparo in questa zona meno battuta dai venti che rappresentava un approdo sicuro.

Con un salto di molti chilometri, ci fermiamo a Capo Passero e Capo delle Correnti, estremi lembi sud-orientali della Sicilia, con belle spiagge e il borgo di Marzamemi. Risaliamo lungo lo Ionio e facciamo tappa alla riserva di Vindicari, con spiagge tra le più belle di questo mare, Calamosche su tutte. Senz’altro suggestivi alcuni tratti della Costa dei Ciclopi, disegnata dall’Etna, che con le sue colate laviche ha creato nei secoli rocce dalle forme contorte e ripide scogliere a guardia di insenature dalle acque limpide. Fra Aci Castello e Acireale, gli 8 scogli a pochi metri dalla riva di Aci Trezza sarebbero secondo la leggenda omerica le rocce scagliate dall’accecato Polifemo contro Ulisse e i suoi compagni.

Ancora verso nord ecco Taormina, centro turistico internazionale, immersa in uno scenario naturale ricco di storia, dominata dall’Etna e aperta verso un mare segnato da insenature e dall’Isola Bella.

Cambiamo scenario e mare, torniamo sul Tirreno da dove eravamo partiti. La spiaggia di Tindari è famosa per l’originale zona sabbiosa che si estende ai piedi del promontorio sul quale si trova il santuario della Madonna Nera. Dal belvedere lo sguardo abbraccia un vasto panorama sul golfo di Patti fino a Capo Milazzo. Le correnti marine hanno modellato una lunga striscia di sabbia che racchiude tre laghi salati nei quali si può fare il bagno o avventurarsi in canoa. Alla base del promontorio si trova una zona sabbiosa con una serie di piccoli specchi d’acqua, la cui conformazione si modifica in seguito ai movimenti della sabbia, spinta dalle mareggiate. La spiaggia è conosciuta con il nome di Marinello o “il mare secco”.

Concludiamo il nostro viaggio a Cefalù, ai piedi di un promontorio roccioso. È uno dei maggiori centri balneari di tutta la regione, per la bellezza del suo mare e di tutto quello che gli è vicino: il tessuto urbano del borgo, lo spiccato senso dell’ospitalità dei suoi abitanti, la sua splendida Cattedrale.

Forse l’intenzione iniziale di non citare affatto le bellezze storiche, monumentali, artistiche dell’isola è venuta un po’ meno. In realtà è difficile mettere da parte proprio quello che rende unica l’antica Trinacria: uno straordinario concentrato di siti archeologici, chiese, opere d’arte in un contesto naturale di rara bellezza. Tutto questo (e non solo) è la Sicilia.

 

 

 

Foto di Maria e Fernando Cabral da Pixabay