Blog VéGé

Tutte le novità del Gruppo VéGé

Timidezza… addio!

04-09-2020
bambini

Molte mamme si preoccupano per la timidezza del proprio bambino, come se fosse un difetto, o peggio ancora una “malattia”. In realtà (a meno che non sia accompagnata da disturbi comportamentali come l’ansia o l’aggressività che necessitano di attenzione da parte di persone competenti) la timidezza nei bambini non è altro che un tratto caratteriale che, specialmente nella prima infanzia, può essere particolarmente accentuato.

 

Timidezza nei bambini: cosa non fare

La scena è ben nota: in un ambiente nuovo con diverse persone sconosciute, il bambino tende a nascondersi dietro le gambe del genitore, il quale prontamente si sente quasi in dovere di “giustificarlo”: «Scusate, fa così perché è timido». In questo modo, però, oltre a far apparire il comportamento del bambino come qualcosa di sconveniente per cui si ritiene di scusarsi, si rinforza al tempo stesso la sua timidezza, presentandola come una condizione che non si può migliorare.

In realtà, per un bambino almeno in età prescolare è piuttosto normale cercare la rassicurazione dei genitori in un ambiente affollato e sconosciuto, e magari non socializzare con persone sconosciute che gli rivolgono la parola. Se è sbagliato “etichettarlo” come timido di fronte agli altri, può essere altrettanto controproducente forzarlo a socializzare.

Piuttosto, invitiamolo con dolcezza e pazienza a “uscire dal guscio”, magari proponendogli di fare un giro insieme nell’ambiente in cui ci si trova «per vedere un po’ che gente c’è e se ti piace qualcuno».

 

Timidezza nei bambini: cosa fare

Se è sbagliato forzare il bambino timido a socializzare, bisogna però cercare – con pazienza e dolcezza – di trovare le occasioni giuste per aiutarlo a superare la timidezza.

Per esempio, se sappiamo già che andremo in un ambiente nuovo con persone nuove, prepariamolo prima, descrivendogli soprattutto gli aspetti positivi che troverà in questa esperienza in modo da suscitare la sua curiosità (potremo giocare in un bel giardino, oppure ci saranno delle cose buone da mangiare…).

Possiamo anche proporgli di invitare a casa un amichetto, un altro bambino o bambina dal carattere mite e socievole: facciamolo riflettere sul fatto che ci sono giochi che si possono fare in due, e che da solo non potrebbe fare, e magari la mamma preparerà anche una merenda speciale per l’occasione…

Lo sport per superare la timidezza è un’altra strategia vincente. Per i bambini più piccoli, fino ai 6 anni circa, sono preferibili sport individuali come il nuoto o le varie specialità dell’atletica leggera che migliorano la coordinazione dei movimenti, l’agilità e quindi la sicurezza di sé. Per i più grandi, invece, un ottimo aiuto viene dagli sport di squadra. In ogni caso, l’importante è sempre lasciar scegliere il bambino in base a ciò che gli è più congeniale, senza cercare di indirizzarlo verso un determinato sport soltanto perché proprio quella palestra o quella piscina sono vicine a casa.

 

 

 

Foto di Ben Kerckx da Pixabay