Blog VéGé

Tutte le novità del Gruppo VéGé

Tutti i gusti delle zuppe!

14-09-2020
cucina

Con l’avvicinarsi dell’autunno, sentiamo il bisogno di un completamento alimentare, e così in cucina ci possiamo sbizzarrire con la preparazione di zuppe, che possono diventare un piatto unico per un’alimentazione sana e completa. Le zuppe sono pietanze squisite, facili da preparare e di sicuro successo, e le zuppe autunnali in particolare sono versatili e ghiotte, ogni volta diverse, a seconda degli ingredienti utilizzati.

Ciò che maggiormente decreta il successo di una zuppa è la qualità dei prodotti, quindi i funghi dovranno essere di filiera corta il più possibile e l’orzo e il farro proverranno da zone vocate alla coltivazione. Tutto questo senza dimenticarsi che con i tempi moderni, una mano in cucina la danno anche ditte specializzate, che hanno messo insieme dei prodotti di alto livello sia liofilizzati che congelati, ma anche in barattolo pronti a essere usati all’istante in caso di poco tempo a disposizione per mettersi ai fornelli o per una voglia improvvisa di qualcosa di caldo nelle fredde serate d’autunno.

 

      1. Zuppe tradizionali italiane

Volendo parlare di zuppe a livello regionale, non basterebbe l’intera enciclopedia della Treccani per elencarle tutte, tanto è varia e fantasiosa la cucina italica, però i piatti “istituzionali” vanno assolutamente citati e provati in cucina almeno una volta nella vita. Pensi zuppe e viene subito in mente la Toscana con la sua soffice pappa al pomodoro e la ribollita a base di pane e cavolo nero, due piatti semplici, rustici eppure straordinari nella loro “povertà”; ma anche con la meno conosciuta zuppa di fagiano e lenticchie, detta “la reale”.

La zuppa di ceci, la minestra di piselli, quella di lenticchie e la zuppa di fagioli sono i capisaldi della tradizione, da fare in mille varianti, i classici piatti da mangiare in compagnia e dove un ingrediente in più o uno in meno cambiano il piatto e fanno la differenza. Come non citare la famosa zuppa pavese, piatto storico con verdure e uova, e brodo; oppure le minestre “trentine” per affrontare i rigidi inverni a base di orzo, patate e segale per piatti sapidi e robusti. Spostandosi più a est, va ricordato che un “tipico” mangiare friulano comincia sempre con una zuppa fumante, e la più caratteristica è la jota, con numerose varianti, ma che accosta sempre fagioli, crauti, farina gialla e il trito detto pestat. Spostandosi più a sud, in Puglia le cime di rapa oltre che per le orecchiette, si trasformano in una zuppa saporita e in Calabria si fanno delle ottime zuppe di finocchi e di sedani, altra dimostrazione che in cucina si usa proprio tutto.

 

 

Foto di olgasvitlynets da Pixabay