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Viaggi: le città del tufo

25-09-2020
tempo libero

Borghi rupestri di origine etrusco romana, dall’atmosfera fiabesca, incastonati nella roccia: è un panorama unico e sorprendente quello delle città del tufo, modellato dai due vulcani ormai spenti del monte Amiata e del Lago di Bolsena. È un particolare tipo di roccia magmatica friabile, infatti, che caratterizza la zona di Pitigliano, Sorano e Sovana, fra le colline della Maremma meridionale, in Toscana. Strade, abitazioni e necropoli sono state scavate nelle epoche preistoriche, etrusche e medievali, dando vita a fortificazioni e insediamenti suggestivi, collegati fra loro dalle vie cave, la rete viaria tracciata dagli Etruschi contro gli invasori. Il centro abitato si confonde con la roccia, circondato da vallate, campi coltivati, uliveti e torrenti: è in questi luoghi, un po’ fuori dal tempo, defilati dalle più trafficate vie di comunicazione, che le produzioni tipiche e le tradizioni toscane mantengono la loro più viva autenticità.

 

Pitigliano, la “piccola Gerusalemme”

Pitigliano (nella foto in alto) svetta ascensionale su un masso tufaceo, le case simili a piccole torri vengono attraversate da un dedalo di strade strette, ed è fra i vicoli, le botteghe degli artigiani e l’architettura naturale che si assapora la storia del borgo: una città all’interno della città, composta da cunicoli, tombe, cantine. Chiamata “piccola Gerusalemme” per via della sua sinagoga cinquecentesca e per il forte legame con la comunità ebraica iniziato proprio nel ‘500, Pitigliano offre anche un itinerario museale: quello formato dal Museo Civico Archeologico, il Museo Archeologico all’Aperto Alberto Manzi, e quello della Cultura Ebraica.

Anche il palato e non solo la vista trova soddisfazione nella città del tufo: come non menzionare il Bianco di Pitigliano? Diffuso e amato sin dal Settecento, questo tipo di vino veniva conservato in cantine naturali scavate nella roccia, che grazie alla composizione del tufo si manteneva a una temperatura ideale. Oggi il Bianco di Pitigliano DOC viene coltivato nei vigneti dei dintorni, raggiungendo anche il territorio di Sorano.

 

Sorano, la “Matera toscana”

Definita la “Matera toscana”, Sorano si sviluppa alla base della Rocca degli Orsini, un’importante fortezza trecentesca cinta da mura, e presenta, tra gli edifici più belli del paese, il Masso Leopoldino, una fortezza settecentesca dal quale si domina la valle del fiume Lente. Immancabile, raggiunto quest’angolo della Maremma, è la visita al Parco Archeologico della Città del Tufo: un percorso piuttosto esteso che permette di visitare gli affascinanti monumenti delle città etrusche e medievali e le bellezze naturali, fra pietre porose e corsi d’acqua. Il Parco, inaugurato nel 1998, conduce alla necropoli di Sovana, alle fortificazioni, alla vie cave chiamate anche “canyon nel tufo” (fra cui quella di San Sebastiano dalle pareti alte anche venti metri) che collegano la necropoli ai centri abitati. La necropoli di Sovana è famosa anche per la varietà delle tombe distribuite sulle pareti rocciose, fra le quali la più straordinaria è forse quella di Ildebranda, che riproduce un tempio etrusco, e quella della Sirena. Altri luoghi di interesse sono il Museo Rinascimentale di Sorano e quello Etrusco di Sovana.

 

Sovana e la rocca Aldobrandesca

La vicina Sovana si può raggiungere da Pitigliano lungo la via cava di Poggio Cani, con un cammino di pochi chilometri (le tre cittadine si trovano a breve distanza l’una dall’altra). Le strade portano alle parti più alte della città, dove le case squadrate hanno i tetti che si spingono l’uno dentro l’altro mentre le tegole ingrigite dal tempo si parlano a diverse altezze sopra i muri filettati di antiche crepe. Una volta saliti ci si ferma a guardare il borgo avvolto da un’atmosfera trasparente, uno stralcio di Toscana meno conosciuta ma intrisa della stessa storia, come testimonia ad esempio la rocca Aldobrandesca, sorta intorno all’anno Mille, che ancora ammiriamo nella sua possente e insieme elegante architettura a dimostrarci la solidità dello sperone di tufo che le fa da base.

Le ricorrenti feste locali sono un’occasione per scoprire non solo il patrimonio culturale e naturale ma anche quello gastronomico: la cucina della zona del tufo racchiude sorprese dolci e salate, come quella di fondere i sapori tipici della Toscana più verace come la selvaggina, l’acquacotta, i formaggi insieme ai piatti della tradizione ebraica.

 

 

 

Foto di Felix Wolf da Pixabay