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Avventura e natura in Brasile

29-05-2019
tempo libero

“Il Brasile è la somma meravigliosa di ogni possibile contraddizione: in ogni uomo veramente brasiliano scorre un sangue ricco di fermenti europei, africani, indios, meticci, ed è proprio questo che rende il Brasile così magicamente colmo di luci ed ombre, così fragile, allegro, violento, e tuttavia così impossibile da dimenticare”, disse lo scrittore Jorge Amado del suo paese in una delle sue ultime interviste.

Altrettanto impossibile è pensare di visitarlo tutto, perché le bellezze del Brasile sono pari solo alla vastità di questo immenso paese, dunque se si intende mettersi in viaggio è necessario programmare mete e itinerari, sfruttando proprio il periodo migliore per visitare il Brasile, che va da giugno ad agosto (settembre e ottobre sono invece i mesi più caldi dell’anno). E, soprattutto, il Brasile rappresenta una meta ideale per chi ama il turismo ecologico e la scoperta di una natura selvaggia e diversissima, a seconda delle latitudini di questo immenso paese.

 

Dall’Amazzonia all’oceano

Punto di partenza per visitare l’Amazzonia è Manaus. città di impronta europea, le cui fortune nella storia sono state legate prima alla “febbre del caucciù” e poi all’istituzione della zona franca commerciale. Manaus può essere considerata la “capitale” del turismo ecologico in Brasile (l’attrazione più caratteristica è la spiaggia di Ponta Negra, dove il colore scuro dell’acqua del fiume Rio Negro contrasta con il biancore della sabbia) ed è un’ottima base di partenza per i più avventurosi che desiderano visitare la foresta amazzonica.

All’estremo orientale della costa brasiliana si trova invece Recife, detta anche la “Venezia del Brasile” perché è costruita su canali attraversati da ponti. Ha un bel centro storico da visitare, ma soprattutto a un’ora di volo si trova l’arcipelago di Fernando de Noronha, un’area protetta paradiso di subacquei e surfisti.

 

Le “grandi acque” di Iguaçu

A sud del Brasile, al confine con il Paraguay e l’Argentina, si può ammirare un assoluto capolavoro della natura, le cascate di Iguaçu: nascono dalla confluenza del Rio Paranà e del Rio Iguaçu e le acque precipitano lungo uno strapiombo lungo 3 chilometri, con ben 275 salti la cui altezza media è di 65 metri. Le cascate si trovano all’interno dell’omonimo grande Parco Nazionale, che è Patrimonio dell’umanità Unesco: vi vivono esemplari di giaguaro, tucani, aquile delle foreste, e molte specie di farfalle.

Restando a sud, meritano una sosta lo Stato di Santa Catarina e la sua capitale, Florianopolis, che si trova proprio sull’isola Santa Catarina (detta anche “Isola della Magia”). Qui da luglio a novembre si possono anche organizzare escursioni in barca per l’avvistamento delle balene, che migrano dall’Antartide verso acque più calde e tranquille per riprodursi e allevare i piccoli.

 

Attrazioni naturalistiche del Brasile: il Pantanal

Torniamo a immergerci nella natura e andiamo verso l’area centrale del Brasile occidentale. Il Pantanal che, assieme all’Amazzonia, rappresenta la maggiore attrazione naturalistica del Brasile, è un prodigioso ecosistema che si estende su un’area di 100 mila chilometri quadrati ed è compreso nella più ampia regione del Mato Grosso. In particolare è famosa per le bellissime fioriture delle piante terrestri e acquatiche, mentre i fiumi custodiscono una fauna ittica unica al mondo: sono stati contati più di 250 tipi di pesci, tra cui varie sottospecie di pesce-gatto, alcune delle quali raggiungono gli 80 chili. Ospita circa 700 specie di uccelli, ed è anche l’habitat ideale per rettili come gli jacaré (sono caimani di piccola-media taglia che nell’età adulta non superano i due-tre metri: si calcola ve ne siano circa cinque milioni di esemplari) e le anaconde.

 

Da non dimenticare

Se decidete davvero di fare un viaggio nella natura brasiliana, la profilassi antimalarica è altamente consigliata; mettete in valigia un buon repellente per insetti e scarpe comode e a collo alto (per una migliore protezione dagli animali). E, anche in città, bevete solo acqua in bottiglia.

 

 

 

 

 

Foto di Heiko Behn da Pixabay