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La Memoria del Futuro

20-06-2019
mondo VéGé

“VéGé compie 60 anni. La nostra non vuole essere solo una festa di compleanno. Vogliamo celebrare il primo gruppo della distribuzione nato in Italia, quando si stava immaginando, progettando e costruendo il progresso, quando la parola «futuro» era sinonimo di fiducia”.
Nicola Mastromartino, Presidente di Gruppo VéGé


“La Memoria del Futuro” è un taccuino che racchiude la visione di “domani” di 60 persone autorevoli del mondo della cultura, dell’impresa, dell’accademia, della sostenibilità, dell’innovazione, del made in Italy e della creatività. Gruppo VéGé, in occasione dei festeggiamenti per i suoi 60 anni di storia, editando questo piccolo libro, ha deciso di omaggiare la storia passata (la Memoria) con tutto quello che sta per accadere (il Futuro).


Gruppo VéGé nei suoi primi 60 anni ha accompagnato lo sviluppo del Paese. La sua storia è quindi legata alla nostra crescita sociale, economica, culturale e tecnologica. In quel periodo veniva istituita ufficialmente la “festa della mamma”, nei negozi di giocattoli arrivavano le Barbie, a teatro spopolavano le commedie musicali con Nino Manfredi nei panni di Rugantino e Johnny Dorelli con Aggiungi un posto a tavola, mentre la radio raccontava che il cielo era dipinto di blu, i baci erano come un rock e in televisione iniziava l’epoca dello Zecchino d’Oro. Nel 1959, anno di nascita del Gruppo, l’Italia stava immaginando, progettando e costruendo il progresso e gli italiani riponevano grande fiducia nel domani. “La memoria del Futuro” è un augurio, un invito, un impegno ad avere coraggio, uno stimolo a dare di più per essere all’altezza delle sfide che ci attendono e ritrovare la stessa speranza di 60 anni fa nella parola futuro.


Anche altre parole - crescita, comunità, lentezza, felicità, lavoro, responsabilità, coesione - si arricchiscono di nuove interpretazioni grazie agli spunti e alle riflessioni dei 60 protagonisti raccontati nel libro. Ciascuno di loro offre la propria visione di futuro tra cui: Lorenzo Ornaghi, già Ministro per i Beni e le Attività Culturali, evidenzia l’importanza di ritrovare fiducia, in noi stessi e nella nostra comunità, per non appannare la memoria del futuro; Ermete Realacci, presidente di Fondazione Symbola, pone l’accento sulle “innate” qualità del nostro Paese per affrontare le sfide epocali dei cambiamenti climatici e dello sviluppo sostenibile; Stefano Zamagni, professore di Economia all’Università di Bologna, ritiene il paradigma dell’economia civile l’unica strada per affrontare il futuro; per Maurizio Carta, professore ordinario di urbanistica presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Palermo, il miglior modo di prevedere il futuro è progettare un diverso presente, cioè agire ogni giorno per mutare il nostro modello di sviluppo intercettando la grande metamorfosi che stiamo attraversando: le città devono tramutarsi in dispositivi abilitanti per migliorare la vita contemporanea; infine, Alberto Cavalli, direttore di Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, ci invita a riscoprire il concetto antico di “viriditas” che implica non soltanto capacità creativa, ma una vera e propria propensione all'evoluzione umana che sappia tenere conto degli strumenti a disposizione dell'uomo, ovvero le sue mani, e ne sappia far progredire la funzione e l'impiego grazie alla tecnologia e alla scienza.


Paolo Marcesini, ideatore e curatore di “La memoria del futuro” è giornalista, Direttore di MEMO Grandi Magazzini Culturali, network editoriale e progettuale dedicato all’industria culturale e creativa. Content Director presso AIDA PARTNERS. Direttore di Italia Circolare, il portale dedicato al made in Italy dell’economia circolare. Membro del Comitato scientifico di Fondazione Symbola per la Qualità Italiana.

La Memoria del Futuro è un taccuino “sostenibile" edito da Fabriano. La copertina morbida è in cuoio rigenerato. Il cuoio rigenerato è uno dei materiali di recupero più antichi della tradizione toscana e un esempio di sostenibilità ed economia circolare. Nella sua composizione non sono presenti derivati del petrolio o minerali, ma solo sostanze naturali.

Le 60 persone che hanno contribuito alla stesura de “La Memoria del Futuro”:

Patrizia Asproni, Silvio Barbero, Mirta Barbeschi, Giovanna Barni, Laura Bartolini, Davide Borra, Antonio Calabrò, Maurizio Carta, Andrea Castellari, Benedetta Castiglioni, Riccardo Cavallero, Alberto Cavalli, Federico Massimo Ceschin, Demetrio Chiappa, Giuseppe Costa, Marina Cvetic, Luca Dal Pozzolo, Luca De Biase, Luigi De Siervo, Paolo Ercolani, Marco Ferri, Enrico Fontana, Marco Frey, Fiorenzo Marco Galli, Carlo Genta, Alessandro Giaume, Jader Giraldi, Aldo Grasso, Mariacristina Gribaudi, Barbara Labate, Enrica Lemmi, Vincenzo Linarello, Mauro Lupi, Alberto Maestri, Piero Manzoni, Walter Mariotti, Alessandro Masi, Francesca Molteni, Carlo Montalbetti, Francesco Morace, Gianluca Morozzi, Lorenzo Ornaghi, Alessandro Paciello, Nando Pagnoncelli, Fabio Papa, Silvano Petrosino, Ettore Pietrabissa, Ledo Prato, Luigi Ratclif, Ermete Realacci, Claudio Sadler, Catterina Seia, Giusy Sica, Andrea Sinigaglia, Marco Spagnoli, Antonio Taormina, Roberto Tognetti, Riccardo Vanelli, Dario Voltattorni, Stefano Zamagni.