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Un long drink ed è già estate

09-07-2019
food&beverage

Sono freschi, dissetanti, un piacere per gli occhi e per il palato, adatti ad alleviare i caldi estivi. Alcuni di essi sono addirittura entrati a far parte della storia e della letteratura: sono i long drink, un particolare tipo di cocktail cosiddetto “lungo”, che va dai 25 ai 30 cl, e che mescola armoniosamente succhi di frutta, agrumi o sciroppi (ingredienti in questo caso chiamati colorante), ghiaccio e parti alcoliche, dando vita a una bevanda tendenzialmente leggera, poco alcolica, e rinfrescante. Si distinguono per il minore grado alcolico, danno tono senza inebriare, al contrario degli short drink che vengono invece serviti in bicchieri più piccoli, come pre dinner (in quanto l’alcol stimola l’appetito) e after-dinner (solitamente distillati e liquori).

I long drink sono cocktail serviti a ogni ora del giorno, anche lontano dai pasti, ed è per questo motivo che la dose di alcol in essi contenuti deve essere moderata e mantenuta fra il 12 e il 20 percento del volume. Si presentano in bicchieri capienti, per contenere anche il ghiaccio che va usato in quantità, e sono quasi sempre arricchiti da cannucce, pagliuzze e guarnizioni di frutta, magari tropicale, richiamando alla memoria temperature e mari caraibici.

Ma come si prepara un perfetto long drink? Le tecniche sono essenzialmente due: la build e la shake. La prima prevede la miscelazione di ghiaccio e ingredienti direttamente nel bicchiere, più facile da realizzare anche a casa propria, mentre nella seconda si utilizza lo shaker, e soltanto dopo che la bevanda viene miscelata per qualche secondo può essere versata nel bicchiere.

I long drink sono tantissimi e adatti alle sperimentazioni: vediamone qualcuno dei più celebri.

Il Cuba Libre, nato probabilmente all’Avana nel 1900, mescola una parte di rum bianco e due parti di coca cola alle quali si aggiunge un quarto di lime spremuto, ghiaccio, e una fetta di limone per guarnire, mescolando il tutto delicatamente. Conosciutissimo anche il Gin Fizz, era il preferito dell’ammiraglio Nelson: procuratevi del gin di ottima qualità, versatene 4,5 cl in uno shaker insieme a 3 cl di succo di limone, 1 cl di sciroppo di zucchero; miscelate e solo dopo aggiungetevi la soda. Diverse sono le varianti: diventa Green Fizz con l’aggiunta di crema di menta, Diamond Fizz con il vino frizzante, Silver Fizz con bianco d’uovo.

Anche il Pimm’s è molto dissentante: prendete una parte di Pimm’s n. 1, tre parti di limonata, due o tre fettine di arancia, limone e cetriolo, qualche cubetto di ghiaccio. Usate un bicchiere capace e versateci il Pimm’s, aggiungete le fettine di frutta e cetriolo infine versate la limonata. Ma come dimenticare la Caipirinha? Qui l’alcol aumenta, perché il cocktail è a base di cachaca o vodka: prendete tre spicchi di lime, aggiungete tre o quattro cucchiaini di zucchero di canna e due parti di alcol, mescolate pestando il lime per spremerne il succo, riempite il bicchiere con il ghiaccio e decorate con le fettine di lime rimaste.

 

 

 

 

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