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Uva: dolcezza chicco dopo chicco

21-10-2019
cucina

Da vino o da tavola, bianca o nera: l’uva era amata già dagli antichi greci che hanno poi trasmesso la passione per la viticoltura ai nostri antenati romani e oggi è considerata un’importante alleata per la salute e la bellezza, grazie alle sue preziose sostanze che assicurano benessere all’organismo.

 

Varietà di uva

L’uva – da sempre considerata simbolo della vita e dell’abbondanza – è famosa per le numerose varietà tra cui scegliere: una prima distinzione riguarda sicuramente l’uva da vino e l’uva da tavola, di cui l’Italia è il principale produttore a livello internazionale (pensiamo, ad esempio, alle coltivazioni in Puglia e in Sicilia). Anche il colore è una discriminante: si spazia dalle uve bianche a quelle nere fino alle rosate. Non dimentichiamoci poi della cosiddetta uva fragola, originaria dell’America del Nord, con la quale si produce il dolce vino fragolino né dell’uva sultanina, la variante senza semi pronta per essere essiccata.

 

Uva: le proprietà benefiche

L’uva, che contiene grandi quantità di acqua, è anche ricca di sali minerali (tra i quali potassio, fosforo, calcio e ferro), vitamine – prime fra tutte la A, la C e il gruppo B – e zuccheri. Il suo consumo è particolarmente indicato in caso di anemia e affaticamento; essa, inoltre, ha proprietà antiossidanti e risulta piuttosto utile per contrastare la stitichezza. Via libera, dunque, al suo consumo ma con alcuni accorgimenti: chi soffre di diabete dovrebbe limitarne le quantità, mentre chi fa fatica a digerire dovrebbe eliminarne la buccia e i semi.

 

Usi dell’uva in cucina

Tutte le varietà dell’uva possono trasformarsi in gustosi ingredienti da usare ai fornelli: pensiamo al vino, ad esempio, che insaporisce le salse o viene usato per sfumare l’arrosto e i risotti. Gli acini invece – tanto quelli bianchi quanto i neri – non devono essere relegati alla semplice macedonia né alla realizzazione di torte e biscotti. Dalla loro lavorazione, infatti, vengono create squisite confetture e marmellate ma le potenzialità in cucina sono ancora più ampie. Perché non provare a portare in tavola un risotto di uva bianca, gorgonzola e noci? Oppure un secondo di carne, magari a base di vitello, coniglio o maiale? Ottimo anche l’accostamento con la cacciagione: questo frutto prelibato, infatti, esalta il sapore di pernice e cinghiale.

Con l’uva molto matura, infine, si può preparare un buon vincotto: si tratta di un mosto molto dolce, usato per realizzare alcuni dessert.

 

La ricetta: cosce di pollo all’uva

Tempo di cottura 60 minuti

Difficoltà **

Costo **

 

Ingredienti (per 4 persone): 8 cosce di pollo; 400 g di uva rosata; 1 grossa cipolla bianca; mezzo bicchierino di Vin Santo o Marsala; 1 cucchiaio raso di farina; 1 mazzetto di prezzemolo; olio extravergine d’oliva; sale e pepe; poco brodo.

 

Lavate l’uva e sgranatela. Prelevate metà degli acini, tagliateli in due, eliminate i semi, quindi frullate i mezzi acini nel mixer. Filtrate il composto ottenuto raccogliendo il succo in una ciotola.

Sbucciate la cipolla, tagliatela a spicchi e fateli soffriggere in una padella con 5 cucchiai di olio. Unite le cosce di pollo private della pelle, salatele, rosolatele un paio di minuti su fiamma bassa, quindi bagnatele con il Vin Santo e il succo d’uva. Lasciate evaporare per qualche istante, aggiungete gli acini d’uva interi e cuocete coperto per circa 30 minuti.

Prelevate il pollo, la cipolla e l’uva dalla padella, versate nel fondo di cottura la farina diluita con un cucchiaio di brodo o acqua, mescolate con una frusta per evitare la formazione di grumi e fate addensare la salsa su fiamma bassa per 5 minuti. Unite il pollo, l’uva e la cipolla e lasciate insaporire per qualche minuto. Servite con poco prezzemolo tagliuzzato e una generosa macinata di pepe.

 

 

 

 

 

Foto di Valter Cirillo da Pixabay