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Uvetta: chicchi di dolcezza

23-09-2019
cucina

Uvetta, uva passa, uva sultanina… sono la stessa cosa? Facciamo innanzitutto chiarezza sul nome dell’uvetta. Uvetta e uva passa sono a tutti gli effetti sinonimi e designano i chicchi essicati dell’uva, usati in tante ricette dolci e salate.

L’uva sultanina, invece, è una varietà di uva: l’equivoco nasce dal fatto che, effettivamente, l’uva passa viene ricavata proprio dall’essiccazione dell’uva sultanina, un’uva bianca con pochissimi semi e molto piccoli, che si presta dunque ottimamente al procedimento di essiccazione.

 

Uva passa: proprietà e benefici

La conosciamo soprattutto come ingrediente dei dolci, ma l’uvetta può essere consumata anche da sola (meglio prima lavarla sotto l’acqua corrente) ed è una grande “alleata” degli sportivi, in quanto fornisce carboidrati sotto forma di zuccheri solubili, pochissimi grassi (e soprattutto zero colesterolo) e un alto apporto di potassio (oltre a ferro e calcio). L’uvetta insomma è lo “snack” ideale per sportivi e studenti, che hanno bisogno di energie subito disponibili che non sovraccaricano la digestione. Grazie alla presenza di fibre, inoltre, l’uvetta aiuta il transito intestinale.

 

L’uvetta in cucina

La maggior parte delle ricette con uvetta richiedono di “far rinvenire l’uvetta” o di “ammollare l’uvetta”: che cosa significa? Trattandosi di un frutto essiccato, l’uvetta deve essere reidratata prima dell’impiego. Basterà tenerla in ammollo per 15 minuti in acqua tiepida, che laverà via anche eventuali impurità. Per un gusto più originale e deciso, potremo aggiungere un liquore come il rum direttamente nell’acqua di ammollo, oppure immergere l’uvetta nel rum dopo i 15 minuti di ammollo (in questo caso potremo anche recuperare il liquore per la ricetta). Se ci sono dei bambini, possiamo invece far rinvenire l’uvetta nel succo d’arancia (sempre con l’aiuto di acqua tiepida).

Panettone e frittelle sono fra le classiche preparazioni dolci con l’uvetta, ma questo frutto può essere usato anche in altre ricette. Ecco qualche idea per impiegare l’uvetta in ricette salate:

  • uvetta nell’arrosto di vitello, per donare un tocco di dolcezza;
  • uvetta con gli spinaci o comunque con qualsiasi verdura dal sapore forte e deciso, che sarà ben controbilanciato dalla dolcezza dell’uvetta;
  • uvetta nel cous cous, di carne o di verdure, perfetta per insaporire.

 

 

La ricetta: pitta 'mpigliata calabrese

 

Tempo di cottura: 130 minuti

Difficoltà **

Costo **

Ingredienti: 500 g di farina, 250 g di gherigli di noce già pelati, 150 g di uvetta, 1 uovo, 120 g di zucchero, 5 cucchiai di olio extravergine di oliva, 1 bicchierino e 1/2 di mandarinetto, 1 bicchierino e 1/2 di liquore all’anice , ½ bicchiere di vino bianco, 1 bustina di lievito in polvere, 4 chiodi di garofano, 2 cucchiaini di cannella in polvere.

 

Setacciate sulla spianatoia la farina, fate la classica fontana e aggiungete al centro l’uovo, 60 g di zucchero, l’olio extravergine di oliva, metà dei liquori, il vino, il lievito, la cannella e metà dei chiodi di garofano, che avrete ridotto in polvere. Impastate delicatamente gli ingredienti fino a ottenere un composto liscio e omogeneo. Dategli forma di palla, copritelo con un canovaccio pulito e lasciatelo riposare per circa 1 ora.

Fate rinvenire l’uvetta per 15 minuti in acqua tiepida; intanto tritate grossolanamente i gherigli di noce. Scolate l’uvetta, strizzatela e amalgamatela con il trito di noci, i liquori, i chiodi di garofano e lo zucchero rimasti. Stendete la pasta lievitata molto sottile, ricavatene 5 dischi di circa 15 cm di diametro, spalmateli con il ripieno e piegateli a metà a mezzaluna. Arrotolate ogni mezzaluna, partendo dai due angoli opposti. Disponete tutto in una teglia ricoperta con carta forno, infornate a 180° e fate cuocere per 1 ora e 30 minuti. Levate, lasciate raffreddare e servite.

 

 

 

 

Foto di Tafilah Yusof da Pixabay