Frutta e verdura: alcuni consigli per conservarle al meglio senza sprechi

Pubblicato il 13/04/23
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Purtroppo, frutta e verdura sono gli alimenti più sprecati a livello globale. Un fenomeno che ritroviamo anche in Italia: mentre siamo più attenti a non gettare nella pattumiera carne e pesce, non ce la caviamo altrettanto bene con la verdura (che rappresenta il 46% dello spreco alimentare domestico), la frutta (40%), il pane fresco (27%) e i latticini (22%). Tutti quei prodotti freschi il cui consumo va in qualche modo pianificato per evitarne il naturale deperimento e la perdita delle caratteristiche originarie di gusto e consistenza.

Se poi incrociamo il dato con la generale contrazione dei consumi di prodotti vegetali, che stanno registrando in Italia un -8% per la frutta e un -10% per la verdura, portandoci ad un volume di vendite che rappresenta appena il 50% di quello raggiunto nel 2000, si capisce come imparare a conservare bene quel che acquistiamo possa rappresentare una valida strategia per continuare a consumare le cinque porzioni quotidiane di frutta e verdura raccomandate, senza sprecare risorse, a tutto vantaggio della nostra salute, dell’ambiente e della nostra economia familiare. 

La prima strategia per un efficace contrasto allo spreco alimentare domestico sta nell’organizzare bene gli acquisti, con una lista della spesa preparata definendo in anticipo i menu della settimana, per acquistare quel ci occorre davvero. Solo così si eviterà di riempire il frigorifero con cibi che non si potranno mai consumare tutti insieme nel pieno delle loro caratteristiche organolettiche e nutrizionali.   

Il secondo segreto consiste nel verificare sempre il grado di freschezza e la data di scadenza di quello che si acquista. Per quanto riguarda frutta e verdura, significa scegliere soprattutto prodotti di stagione e preferibilmente a Km 0, dunque non sottoposti a lunghi viaggi e ad eventuali sbalzi di temperatura che potrebbero accelerarne il deperimento. Una scelta premiante anche per l’ambiente e per definire uno stile alimentare sempre più sostenibile.

Una volta a casa, diventa quindi fondamentale conservare al meglio la frutta e la verdura che abbiamo acquistato. 

La frutta va subito liberata da bustine di plastica e vaschette per essere riposta in bustine di carta o cestini di vimini. Mentre la frutta ancora acerba, quella esotica e gli agrumi non vanno conservati nel frigorifero – ma tenuti sempre lontano dal sole e da fonti di calore –, la frutta giunta al giusto punto di maturazione sì, anche se per poco tempo, per evitare che perda il suo gusto o lo modifichi. Ma anche qui, seguendo alcuni accorgimenti: la frutta va infatti collocata nella parte più bassa del frigorifero, , dove la temperatura è di circa 8-10°C al massimo e l’umidità relativa è elevata (80 - 90%), possibilmente nei cassetti. Che però devono essere conservati ben puliti e mai riempiti eccessivamente per evitare che il ristagno di umidità porti alla formazione di muffe. E se qualche frutto matura un po' troppo, valgono sempre i sistemi di recupero della nonna: scartate le parti scure, si può preparare una bella macedonia da accompagnare o con un po’ di yogurt o con una pallina di gelato.

La verdura, se adeguatamente conservata in frigorifero, è generalmente più durevole della frutta, da cui deve essere separata con attenzione per evitare che deperisca o marcisca prima. Richiedono più cura i carciofi, che facilmente diventano amari, gli asparagi, che perdono la loro consistenza turgida, gli spinaci, che perdono il loro gusto intenso, i vari tipi di insalata e le zucchine, che non superano i 3 o 4 giorni di conservazione.

La verdura cotta, invece, può durare in frigorifero un giorno o due al massimo, e va riposta sempre nel ripiano centrale del frigorifero. Unico accorgimento: collocarla in frigo soltanto quando si è ben raffreddata.  

 

Un discorso a parte meritano le patate, l’ortaggio più consumato dagli italiani con l'85% delle famiglie che le acquista: crude vanno sempre conservate fuori frigo e, nel caso, sviluppassero germogli, questi devono essere rimossi prima del consumo, per non ingerire solanina, una sostanza dannosa per l’organismo. Quando le patate sono cotte, possono tranquillamente essere conservate in frigo per un paio di giorni al massimo.