Il tempo dei semi

Pubblicato il 06/04/21
Tempo di lettura: 2 minuti

PICCOLE RISERVE DI NUTRIENTI E DI ENERGIA, I SEMI OLEOSI SONO DA SEMPRE NELL’ALIMENTAZIONE DELL’UOMO E OGGI COSTITUISCONO DEI VERI E PROPRI INTEGRATORI NATURALI DI BENESSERE.

di Nina Pietragrua


“Ho una grande fiducia in un seme. Convincimi che hai un seme, e sono pronto ad aspettarmi meraviglie”, diceva il filosofo Henry David Thoreau. Il seme è speranza, inizio di ogni sviluppo futuro e simbolo della primavera come stagione della rinascita.


Oggi sappiamo che anche dal punto di vista alimentare i semi sono piccole riserve di nutrienti e di energia e farli diventare un ingrediente della nostra dieta rappresenta una scelta consapevole, attenta al benessere individuale e dell’ambiente. Si tratta in realtà di una riscoperta, perché da sempre l’uomo ha consumato semi, che trovava facilmente, ed è stata la maggiore disponibilità di altri alimenti a far decadere poco a poco questa abitudine, ora ritrovata nel segno di una sempre maggiore attenzione a una dieta salutare.

I semi rappresentano dei superfood, alimenti dall’elevata densità nutrizionale, per le proteine vegetali, sali minerali, vitamine e carboidrati che contengono, tanto da essere considerati dei veri e propri integratori naturali, utili in tutte le situazioni di affaticamento e nei passaggi stagionali. Inoltre, se si traccia un ideale bilancio tra l’apporto nutrizionale dei semi, soprattutto proteico, e l’impatto ambientale legato alla loro produzione, si vede quanto siano vantaggiosi in termini di risparmio di energia, suolo ed acqua necessari per produrli.

Scegliere i semi oleosi significa scegliere un alimento ricco,  gustoso  e  sostenibile,  oggi  e  per il nostro futuro. Tra i semi di più largo consumo troviamo i semi di lino, di zucca, di sesamo, di papavero, di girasole e di chia, tutti molto versatili in cucina per la molteplicità di usi a cui si prestano. Possono essere impiegati per arricchire muesli, insalate, l’impasto di torte salate e dolci, pane e grissini, ma anche macedonie, frullati e zuppe, ognuno con caratteristiche di gusto e proprietà nutrizionali differenti. Vediamoli rapidamente uno per uno.

I semi di lino, per l’alto contenuto di magnesio, rame, fosforo e manganese, e grazie al loro apporto di Omega-3 e Omega-6, di proteine e lipidi, rappresentano una vera e propria miniera di salute.

Con un elevato contenuto di proteine e di carboidrati, i semi di sesamo uniscono le loro proprietà antiossidanti con una buona quantità di zinco, oltre a contenere vitamine del gruppo B e del gruppo E.

Dolci e sapidi assieme, croccanti ma con il cuore delicato, ricchi di vitamine, di Sali minerali e acido folico, i semi di girasole sono perfetti e salutari non solo per chi fa sport.

Composti da grassi per circa il 50%, da carboidrati per il 24% e per il 18% da proteine vegetali, i semi di zucca sono anche ricchi di fosforo, zinco, ferro, magnesio e selenio.

Aromatici e profumati, i semi di papavero sono una buona fonte di manganese, calcio, potassio, magnesio e vitamina C e del gruppo B, tutti nutrienti importanti per sostenere una vita attiva. Ricchi di acidi grassi essenziali Omega-3 e Omega-6, di calcio e di magnesio, che ne agevola l’assorbimento, i semi di chia costituiscono anche una buona fonte di fibre.

Se “mangiare nel modo giusto può generare salute e un senso di benessere fisico e mentale”, come suggerisce il nutrizionista T. Colin Campbell, aggiungere gusto e sperimentare nuovi accostamenti, anche grazie ai semi oleosi, è sempre un’occasione divertente per stimolare la creatività in cucina e rendere i nostri piatti più ricchi e appetitosi.