Ma cosa significa davvero mangiare bene?

Pubblicato il 13/03/23
Tempo di lettura: 2 minuti
di Matteo Pincella


L’alimentazione non riguarda solo la salute, le scelte alimentari si ripercuotono anche su ambiente e sostenibilità ambientale. Il Paradosso è che se in alcune parti del mondo si studiano soluzioni per ricavare cibo in ambienti ostili, in altre parti si deve comprendere come utilizzare diligentemente le abbondanti o presunte abbondanti scorte alimentari. L’abbondanza di cibo, però, non può significare necessariamente salute e benessere, l’equazione non riguarda le scienze biologiche, meno inclini al dogmatico nesso causale. 


Da qualche decennio oramai sappiamo che l’alimentazione scorretta favorisce un aumento di rischi di morbilità e mortalità. Il concetto moderno di dieta fa spesso riferimento alla limitazione alimentare volta a ridurre l’apporto calorico per fini prevalentemente estetici, dimenticando le origini etimologiche del termine stesso che in greco significa stile di vita. E fu proprio la voglia pioneristica di indagare gli stili di vita sull’associazione tra alimentazione e morbilità/mortalità che negli anni ’60 portò il collega Ancel Keys, in pieno spirito da esploratore scientifico, a cercare di capire le peculiarità caratterizzanti l’alimentazione dei popoli abitanti il bacino del mediterraneo, al fine di comprendere per quale motivo queste popolazioni fossero meno afflitte da patologie cardiovascolari rispetto alle popolazioni statunitensi di quell’epoca. 


Tutto quanto detto risulta interessante, ma ai fini pratici poco chiaro. L’alimentazione è una scienza, purtroppo però i consumatori non sono tutti scienziati e per tale motivo servono istruzioni semplici per spiegare ai “mangiatori” come nutrire corpo e mente in modo corretto. A tal proposito il CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) ha pubblicato delle Linee Guida per una sana alimentazione italiana (revisione 2018) e pubblicate nel 2019.


  1. Controllare il peso e mantenersi attivi;
  2. Aumentare il consumo di frutta e verdura;
  3. Aumentare il consumo di cereali integrali e legumi;
  4. Bere ogni giorno acqua in abbondanza;
  5. Limitare la quantità di grassi e preferire quelli di origine vegetale;
  6. Limitare il consumo di zuccheri, dolci e bevande zuccherate;
  7. Limitare il consumo di sale;
  8. Evitare il consumo di bevande alcoliche;
  9. Variare l’alimentazione.


Attenersi a queste nove regole significa individuare nella Dieta Mediterranea (peraltro insignita del titolo di Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO nel 2010) un modello alimentare di riferimento che permetta di prendersi cura della propria salute.


Matteo Pincella, esperto in scienze e tecniche dello sport, biologo nutrizionista prima della Juventus, oggi della nostra Nazionale di Calcio e responsabile dell’area di nutrizione per l’Inter.