Dolcezza nel calice

Pubblicato il 5 January, 2021
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Un caminetto acceso e insieme un bicchiere panciuto che restituisce i bagliori della fiamma riscaldano anche l’inverno più rigido. Se poi nel bicchiere c’è un vino adatto all’occasione, è ancora meglio. Ci potrebbe essere un Porto, rosso intenso e trasparente, uno dei cosiddetti vini liquorosi, forse il più conosciuto al mondo; in molte pagine di romanzi non c’è pranzo che non finisca con un buon bicchiere di porto. Sulle origini del Porto, si dice sia nato per esigenze di conservazione; si doveva infatti garantire l’integrità dei vini prodotti per lo più in Portogallo e destinati all’Inghilterra, vini che dovevano sopportare un lungo e movimentato viaggio in nave. Si pensò quindi di rinforzarli aggiungendo dell’alcol; per questo si chiamano anche rinforzati o fortificati, e possono resistere indenni a lunghissimi tempi di conservazione. Nascono dal mosto di vini che hanno un considerevole grado alcolico, mai inferiore ai 12 gradi. Si passa quindi all’aggiunta in fase di fermentazione di acquavite, oppure di mosto concentrato, o anche di Mistella, che a sua volta si ottiene formando la fermentazione di un mosto con l’aggiunta di acquavite o alcol. A seconda dei vitigni usati e del periodo di invecchiamento si ottengono vini liquorosi più o meno pregiati. Il Porto di prima qualità si ottiene aggiungendo del brandy al mosto di uve selezionate di una sola annata. Altri vini godono di fama internazionale, quali il Madera, nella cui produzione spicca l’aggiunta dell’alcol di canna da zucchero e che subisce un invecchiamento importante.


Vini liquorosi e passiti

Eccoci in casa nostra con il Marsala, nato nell’omonima città siciliana, la cui fortuna sembra sia iniziata nell’800 grazie agli inglesi che ne scoprirono le virtù e lo fecero conoscere al mondo intero attraverso la fitta rete dei loro rapporti commerciali. In seguito molte sono state e sono le cantine siciliane che hanno saputo continuare e intensificare la produzione di questo vino particolare, apprezzatissimo per il suo colore che varia dall’oro scuro all’ambra, fino al rosso rubino con riflessi ambrati, ma soprattutto per il gusto morbido aromatico più o meno dolce, per il profumo intenso e vellutato; caratteristiche che si rafforzano con l’invecchiamento.

Accanto ai vini liquorosi, troviamo i vini passiti che si ottengono appunto da uve “appassite”, senza aggiunta di nessun “rinforzo”; perdendo acqua, queste sprigionano una carica di zucchero che rimane una nota costante nella loro trasformazione in vini. Si tratta di prodotti per lo più eleganti; a volte tralasciano un po’ di dolcezza per acquistare tonalità più ampie di aromi e sentori, che permettono loro di accompagnare anche alcuni tipi di formaggi. Malvasia, Passito di Pantelleria, Vernaccia di Oristano, Vin Santo, Aleatico, Verduzzo sono alcuni dei vini che possono egregiamente accompagnare un dolce, la pasticceria secca, una frolla, i biscotti, il cioccolato.



 

 

 

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