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Cucina regionale: Sicilia

04-01-2020
cucina

Sole, clima mite, mare: ma la Sicilia non è solo terra ideale di vacanze. La straordinarietà del territorio è un grande dono anche per la cucina regionale, che sull’isola del sole fonde in armonia elementi tipicamente mediterranei e latini con altri di origine araba.

Sicilia: prodotti tipici

In una terra baciata dal sole tutto l’anno la produzione agroalimentare non può che vantare eccellenze assolute, a partire dai prodotti della terra. L’inverno, per esempio, è la stagione delle squisite arance rosse di Sicilia IGP, nelle varietà Tarocco, Moro e Sanguinello: succose e saporite, sono anche particolarmente ricche di vitamina C.

Ma è dal mare che viene il prodotto più “semplice” e indispensabile della cucina siciliana: il sale di Sicilia, appunto, prodotto nelle saline che si trovano nel Mediterraneo di fronte alla costa trapanese. Questo sale, rispetto ad altre varietà di sale in commercio, risulta più ricco di potassio e magnesio e con un minor contenuto di cloruro di sodio.

Altro settore produttivo in cui la Sicilia rappresenta un’eccellenza è la frutta secca: ricordiamo, fra tutti, il celeberrimo pistacchio di Bronte DOP e le mandorle di Noto. E proprio il latte di mandorle è l’ingrediente base di uno dei dolci siciliani più famosi, il biancomangiare, un dolce al cucchiaio, facile e veloce da preparare, di origine araba.

Dolci tipici siciliani

Il biancomangiare è soltanto uno dei dolci tipici siciliani che sono famosi in tutto il mondo.

Partiamo da quello che è un dolce e al tempo stesso un ingrediente di tanti dolci siciliani, ossia il cioccolato di Modica IGP, che si differenzia dal “comune” cioccolato fondente per una particolare lavorazione, nella quale il cacao non viene separato dal burro di cacao, mentre le temperature non superano mai i 40° C: questo mantiene intatti i cristalli di zucchero (semolato o di canna) che viene aggiunto alla pasta di cacao. Il cioccolato di Modica può essere poi aromatizzato con l’aggiunta di cannella, zenzero, peperoncino, ecc.

Ma i piatti forti della pasticceria siciliana non si fermano qui… Ecco i più famosi:

  • cassata siciliana: forse il dolce siciliano più famoso, la cassata è una torta a base di ricotta, pan di spagna, pasta di mandorle e canditi (in alcune varianti si aggiungono anche cioccolato, pistacchi e altra frutta secca);

  • cannolo siciliano: sicuramente i cannoli contendono alla cassata il primato della notorietà. Originariamente preparati in occasione del carnevale, i cannoli sono dei cilindri di pasta fritta con un ripieno di ricotta zuccherata, guarniti poi con cioccolato o canditi. Il nome dei cannoli deriva dal fatto che per preparare i cilindri di pasta anticamente si usavano delle canne di fiume, intorno alle quali si arrotolava l’impasto;

  • paste di mandorle: biscotti a base di pasta di mandorle, guarniti con una ciliegia candita o con una mandorla intera;

  • gelo di melone: questo è un dolce siciliano tipicamente estivo, una sorta di gelatina preparata con succo di anguria (tipicamente, anguria di Siracusa), zucchero e amido, guarnita poi con granella di pistacchio o cioccolato;

  • granita siciliana: “antenata” del gelato, la granita è un dolce di origine araba, preparata con ghiaccio tritato, zucchero e succo di frutta (ma anche caffè o latte di mandorle).

 

La ricetta: cozzuli gratinate

Il pesce e i crostacei sono una tradizione delle ricette di Capodanno: dalla Sicilia, impariamo la ricetta delle cozze gratinate!

Ingredienti (per 4 persone): 1 k di cozze, 100 g di pangrattato, 2 pomodori pelati, 2 spicchi d’aglio, 1 bicchiere di vino bianco, 60 g di pecorino grattugiato, olio extravergine di oliva, prezzemolo, sale, pepe.

Tempo di preparazione 40 minuti

Tempo di cottura 15 minuti

Difficoltà *

Costo *

Vino consigliato Tocai friulano

Lavate bene le cozze, grattando la superficie con una paglietta d’acciaio, eliminando i filamenti esterni. Se volete risparmiare tempo (e fatica), potete farle pulire nelle apposite macchine dove le acquistate: ricordate però che poi le cozze vanno cucinate in giornata.

Mettetele in un tegame piuttosto ampio con mezzo spicchio d’aglio, un po’ di prezzemolo tritato, un po’ di pepe e il bicchiere di vino. Coprite e fate cuocere a fiamma medio-alta per 5 minuti circa, fino a quando le cozze non si saranno aperte.

Scolatele e mettete via i mezzi gusci vuoti. Filtrate il liquido di cottura e mettetelo da parte.

In un recipiente mettete il pangrattato, i pomodori tagliati in piccoli pezzi, un trito di prezzemolo e aglio, un po’ d’olio e pepe. Mescolate bene e aggiungete il liquido di cottura delle cozze. Il composto deve essere cremoso.

Distribuitelo nelle cozze, coprendo i molluschi. Disponetele in una teglia, irrorate con un po’ d’olio e mettetele in forno per 10 minuti a 180 gradi.

 

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Foto di dna_xdm da Pixabay