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Cucina regionale: Sardegna

22-02-2020
cucina

La posizione unica della Sardegna, “isolata” ma al centro stesso del Mediterraneo, l’ha resa crocevia di scambi e culture che si riflettono anche sulla cucina tipica di questa bellissima isola. La cucina sarda riflette una tradizione che è fatta contemporaneamente di mare e di pastorizia.

 

Cucina sarda: piatti di mare

Gli amanti della cucina di pesce e in particolare dei frutti di mare troveranno nella cucina sarda tante deliziose specialità a base di pesce: una vera “istituzione”, in questo campo, sono i ricci di mare: la loro stagione va da novembre ad aprile (negli altri mesi la pesca dei ricci di mare è vietata) e il piatto tipico sono gli spaghetti con i ricci di mare, ma nel cagliaritano potrete trovare anche banchetti ambulanti dove gustare i ricci appena pescati, aperti sul momento.

Altrettanto celebre come primo piatto è la fregola, una pasta di semola arrotolata in piccole palline (il nome significa “mollica di pane”), che può essere condita a piacimento ma che tradizionalmente è protagonista di piatti di pesce: una delle ricette più famose è la fregola con i frutti di mare.

Un’altra prelibatezza di mare tipica della Sardegna è la bottarga: ricavata dall’ovario del muggine (meno tipicamente del tonno), viene usata soprattutto come condimento per la pasta (celeberrimi gli spaghetti con la bottarga), oppure come antipasto (tagliata a fettine e condita con un filo di olio extravergine).

 

Cucina sarda: i formaggi e i piatti della tradizione pastorale

Una terra vocata alla pastorizia non può non avere fra i suoi prodotti tipici il pecorino: il Pecorino Sardo è una DOP che può avere vari gradi di stagionatura, avremo così il pecorino sardo fresco o stagionato, e ovviamente questo delizioso formaggio diventa un ingrediente nella maggior parte delle ricette tipiche della Sardegna: dal primo, con i culurgiones (una sorta di grossi ravioli con un ripieno di patate, pecorino e altri ingredienti che variano da paese a paese, da massaia a massaia), fino ai dolci, come le seadas, di cui qui vi proponiamo la ricetta.

Il piatto più famoso della Sardegna è probabilmente il maialino arrosto, o “porcheddu”, cotto su foglie di mirto, mentre sempre all’allevamento dei suini è legato un altro piatto povero della tradizione contadina, la favata: una zuppa a base di fave, carne di maiale e verdure, preparata tradizionalmente nelle famiglie contadine in occasione della macellazione del maiale.

È impossibile concludere questo nostro viaggio nella cucina sarda senza citare quello che accompagna ogni piatto, ossia il pane sardo, il famosissimo pane carasau. È un pane sottile e croccante, dalla caratteristica forma a disco; il suo nome deriva dal verbo carasare che significa “tostare”: è la fase della cottura che poi ne garantirà la croccantezza per lungo tempo. Il pane carasau è a sua volta protagonista di tante ricette, la più famosa delle quali è forse la ricetta del pane frattau (o fratau): i dischi di pane vengono ammollati in acqua bollente e poi conditi con sugo di pomodoro e pecorino.

 

La ricetta: seadas

Ingredienti: (per la sfoglia) farina 250 g, strutto 60 g, acqua tiepida; (per il ripieno): pecorino fresco 250 g, la scorza di un limone, acqua; olio di semi per friggere; per guarnire: miele.

 

Tempo di preparazione: 45 minuti

Tempo di cottura: 10 minuti

Difficoltà: **

Costo: **

Vino consigliato: Malvasia

 

Lavorate la farina con lo strutto, aggiungendo a filo l’acqua tiepida fino a formare un panetto compatto ed elastico, che metterete a riposare in frigo per mezz’ora avvolto nella pellicola per alimenti. Preparate intanto il ripieno grattugiando il pecorino con una grattugia a fori grossi e aggiungendovi poi la scorza di limone grattugiata. Togliete la pasta dal frigo, stendetela con il matterello su una superficie infarinata, dandole uno spessore di circa 3 mm. Con un cucchiaio, distribuite il formaggio sull’impasto, abbastanza distanziato in modo da formare poi una specie di grossi ravioli rotondi. Assicuratevi di chiudere bene i bordi in modo che non rimanga aria all’interno. Friggete le seadas nell’olio a 170° fino a quando saranno dorate e sulla superficie si saranno formate delle bollicine. Servitele ancora calde accompagnate da un filo di miele.

 

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Foto di Massimo Migoni da Pixabay